Doccia fredda (mamma mi compri un gioco)

ImmagineCome si può evincere dalla mia eloquente lista della spesa che non riesco metter dritta, sto assaporando la liberté e l’indipendence.

Arrivare a Grenoble è una doccia fredda.
Non in senso metaforico.
È proprio rotta la caldaia dello studentato.

Risultato 1: questa mattina dopo la doccia avrei potuto competere al concorso internazionale “Mister capezzoli di marmo”

Risultato 2: non c’è dubbio che ti svegli.

Risultato 3: stop alla cellulite.

Ho chiesto indicazioni a un tizio che mi ha pure messo amichevolmente una mano sulla spalla. Qui sembrano tutti gentili. In più è il paradiso delle piste ciclabili, salvo avere con me solo la mia bici da corsa e coi jeans è un po’ duretta andar via in posizione ultra aerodinamica

(tradotto: ogni tanto giro con le chiappe al vento n.d.r. E che vento)

Mio padre, appena abbiamo finito di scaricare la carovana, ha iniziato a mettermi via la roba e darmi consigli, al che ho replicato “Senti, a casa tua fai quello che ti pare, a casa mia si fa come voglio io. E ringraziami per l’ospitalità”. La risposta di mio padre in un cristallino idioma gallo-romanzo (alias dialetto mantovano) non posso riportarla qui per intero.

A cena con lui, Viola e i suoi di Viola abbiamo mangiato una pseudo pizza. Ma il punto è che ho interagito io in francese col pizzaiolo.

A dire il vero la mia perfomance linguistica non dev’essere stata molto convincente, perché poi alla fine mi fa “Sono trenta euro” in perfetto italiano. Della serie evitiamo equivoci, amigo.

Non solo non va l’acqua calda. Ho anche scolato i miei primi spaghetti francesi e l’ho fatto con una tale veemenza che ne ho buttati fuori metà dallo scola pasta. Stavo per piangere come Gioacchino Rossini quando gli cadde l’arrosto dalla nave (era un arrosto?).

Non va nemmeno internet. Infatti sono in piazza Victor Hugo che scrivo in questo momento. Ora spengo tutto va, che devo cercare il conservatorio.

Ah sì, nessun burocrate mi ha mangiato vivo (per ora). Anzi. Sono tutti dei tesori e ti fanno capire che in ogni caso non dovrai andare sotto un ponte a dormire.

E comunque il “No” che dicono le mamme ai bambini che fanni i capricci è uguale in tutto il mondo.

 

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