Non è come sembra, in realtà sono molto più intelligente. (suonare uno strumento)

ImmagineUna volta, al primo anno di conservatorio c’era un ragazzo che suonava l’organo. Era simpatico, ma era uno di quei tizi un po’ strani nel senso più buono del termine. A me piaceva, ma diciamo che i “grandi” alla scuola di Holden Caulfield, non l’avrebbero mai ammesso nel loro gruppetto. L’avrebbero lasciato fuori dalla porta come quel dentimarci-brufoli-piantagrane di Robert Ackley.
Comunque.
Un giorno prima di entrare a solfeggio ci ritroviamo io e lui fuori dall’aula e io gli faccio: -Ma dai suoni l’organo, che figo. Ma come mai questa scelta?

Provate a chiedere a un musicista PERCHé suona lo strumento che suona.
Ti raccontano sempre la loro biografia in edizione riveduta, ampliata, commentata e illustrata da Gustave Doré.
Lo faccio anch’io eh.
Quasi tutti sono partiti da uno strumento e poi sono arrivati a qualcos’altro. Oppure ne sono rimasti affascinati da piccoli mentre lo zio suonava alla vigilia di Natale e compagnia bella. Oppure (e questi sono i miei preferiti) CI AVEVANO BISOGNO DI ESPRIMERSI CON UN LINGUAGGIO CHE FA VIBRARE LE CORDE DELL’ANIMA.

Io non faccio nessuna di queste cose. Non c’è niente di romantico nel fatto che suono. Semplicemente, nell’ordine: suonavo il pianoforte perché mi piaceva l’ode alla gioia di Beethoven in un’ingenua trascrizione facilitata per pianoforte che suonava mia cugina Maria Vittoria quando ero piccolo. Quindi “Mamma voglio suonare anch’io il pianoforte”.

A 14 anni volevo fare colpo sulle ragazze ed ecco perché suono la chitarra.

A 16 anni volevo essere un rocker ed è per questo che suono la chitarra elettrica (che va a cumularsi al “Volevo piacere alle ragazze”; a dire il vero non è che proprio abbia funzionato così tanto).

A 17 anni mi sono reso conto che dovevo avere un pezzo di carta dove c’era scritto che suonavo qualcosa; il corso dov’era più facile entrare al conservatorio era contrabbasso, et voilà.

Poi va beh, la musica effettivamente mi piace quasi come le lasagne. Anche se quella classica a volte mi annoia. Per esempio non riesco ad ascoltare una sinfonia intera di Brahms (sì, sì, lo so, fucilatemi). Ma penso che questo si ricolleghi al miliardo di libri che non ho mai finito nella mia esistenza.

Anyway, stavo dicendo: in un mondo dove ogni musicista ti racconta che è stato ispirato dall’Onnipotente a suonare il suo strumento, cioè il conservatorio…

alla domanda “perché suoni l’organo?” (mi aspettavo la lettura integrale del trattato filosofico “Dell’armonia celeste”)…

questo tipetto taciturno mi risponde (colto un po’ alla sprovvista, come se non se lo fosse mai chiesto):
-Beh… cioè… perché è bello.

T’as gagné. Hai vinto. You win.
Credo siamo rimasti in silenzio fino a quando non è arrivato il professore.

P.S.
In realtà devo ringraziare Viola per questo post, le idee sono sue, io sono solo uno che ha pensato valesse la pena scriverle da qualche parte.

P.S. (2)
Gli asini sono al  100% francesi.

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