Varie ed eventuali (continua dal post precedente)

La cassiera mi dice ciao, quel ciao appunto. Mi sembra ancora più carina di quanto non mi sia sembrata in questi mesi. Penso che non so nemmeno qual è il suo nome. Forse alla fine della transazione glielo chiederò. Ha gli occhi di un nero molto intenso. Io gli occhi ce li ho di un castano scurissimo che tende al nero, almeno così una volta mi ha detto una ragazza più grande di me a cui ho chiesto ingenuamente il colore dei miei occhi. La verità è che volevo che lei incrociasse per un po’ il suo sguardo con il mio; che la sua attenzione fosse esclusivamente per me qualche istante. Beh, era parecchio più grande di me: io ero in prima media e lei in quinta superiore, ovvero ci separava un’era geologica. Un po’ come quando in Jurassic Park gli umani si ritrovano spiaccicati a contato con i dinosauri pur essendoci 65 milioni di anni di sfasamento fra le due specie. Mi sorprendo ad accorgermi che quel giorno penso molto spesso a Jurassic Park. Forse perché quando ero alle elementari era stato l’evento. Dopo Jurassic Park volevamo tutti fare i paleontologi, senza sapere che prima sarebbero state necessarie una marea di lezioni universitarie corredate da una marea di ore sui libri. In Italia, si comprende il successo di un film dal numero di bambini maschi che riesce a distogliere dal sogno di fare il calciatore. Jurassic Park aveva fatto rinnegare il pallone a molti miei compagni di scuola.Io ho smesso di voler fare l’archeologo quando una bambina che sembrava malaticcia e anche un po’ cattiva mi aveva detto, con la sua strisciante erre moscia, che non c’erano più ossa di dinosauro sottoterra, ma soltanto le ossa dei morti delle guerre mondiali. Era la figlia di una dottoressa, una delle persone più tristi e rancorose che io abbia mai conosciuto. Madre e figlia sono finite nella lunga lista delle persone disturbate che ho incontrato nella mia vita. No dico, come si fa a distruggere simultaneamente sia il sogno infantile di fare l’archeologo, sia quello di fare il dottore? Perché dopo aver conosciuto la mamma non volevo fare più neanche il medico.

In ogni caso, era estate e io avevo i miei primi pruriti da peli sotto le ascelle. Eravamo in quei centri estivi comunali che sono la versione umana dei canili. Mia mamma mi piazzava lì quando la scuola era finita e lei doveva lavorare. Ero circondato da bambini svogliati che esprimevano la loro svogliatezza con una specie di isteria, apparentemente contraddicendosi. Gli unici bambini abbastanza contenti erano quelli troppo piccoli per comprendere il disagio della civiltà occidentale di cui sopra. Ancora più svogliati dei bambini c’erano gli animatori -che parola abominevole-. Quando durante un’estate insensata sono diventato animatore anch’io e ho percepito il mio primo stipendio, mi è subito parso chiaro il perché gli animatori dei centri estivi comunali non hanno nemmeno le forze per animare sé stessi.
La mia animatrice-dinosauro cui avevo chiesto ingenuamente (si fa per dire) il colore dei miei occhi era molto bella, e va da sé che io ero innamorato di lei come ci si innamora all’alba della pubertà. Il problema è che l’animatrice-velociraptor dava molta più attenzione a un mio coetaneo, che all’epoca, bisogna dirlo, era decisamente più sul pezzo rispetto a me. Dico soltanto che una volta era stato con una di terza. Sono cose che fanno soffrire. Per questo motivo sono diventato uno sceneggiatore di relativo successo. Una delusione d’amore c’entra sempre. Per esempio, io ho un amico che ha scelto la vita monacale, dopo un matrimonio naufragato presto. Il suo primo innamoramento dopo il divorzio, innamoramento di quelli che tengono svegli la notte, era stato per una ragazza londinese di qualche anno più vecchia di lui, la quale era estremamente carina. I problemi sorsero quando si scoprì che era estremamente carina non soltanto con lui.
Però era londinese. Mi viene in mente un libro di antropologia dove ho letto che in alcuni siti archeologici di età preistorica sono stati ritrovati manufatti provenienti da regiorni molto lontane. Questo dimostrava che allora come oggi il valore di una cosa aumenta tanta più strada ha percorso per arrivare nelle nostre mani. La suddetta biondina londinese dunque aveva certamente quanche carta in più rispetto a Giovanna, che è ugualmente bella, ma viene da Treviso. In ogni caso, ecco come si fa a rovinare una persona. Non riesci ad abbracciare lei, e ti ritrovi ad abbracciare il saio.

A volte penso che faccio troppe divagazioni.
Ma forse questo è dovuto al mio mestiere. Quando hai un foglio davanti agli occhi e il regista ti dice che vorrebbe risolvere la vicenda in uno scambio di diciamo non più di tre battute fra il protagonista e la sua amata, ti viene una voglia incontenibile di scrivere altre ed eventuali. Quando i registi mi dicono così, o ancor peggio, quando me lo dicono i produttori divento matto. Così tutte le via traverse dei miei pensieri mi tocca esprimerle in prosa. Questo provoca un notevole rallentamento sul piano narrativo.

Sto pagando ‘sti benedetti ravioli e delle bottiglie di vino. Il vino lo compro perché se mi ricordo troppo tardi di una cena a cui non volevo andare, non mi faccio cogliere impreparato. Infilo la carta nell’aggeggio elettronico per pagare alla cassa. Nell’atto di infilare la carta nel pos affinché essa ci spruzzi dentro il mio denaro digitalizzato, vedo sempre qualcosa di sessuale. Anche qualcosa di un po’ perverso. Non credo che questa sarebbe una cosa che direi in giro. Una volta una mia amica psicologa mi ha fatto un test sul rapporto uomo donna, e ad ogni domanda io mi sentivo sempre di più un pazzo stupratore.

Penso che io ho sempre un sacco di amici di cui parlare mentre scrivo.

Comunque sia, non mi piace molto passare per un pervertito che vede sesso dovunque. Per lo stesso motivo reprimo con un pugno l’impulso a chiedere alla cassiera come si chiama. Ho paura che lei pensi male. Il fatto è che vorrei davvero sapere come si chiama. Improvvisamente mi sento come Holden Caulfield quando si ritrova in albergo con la prostituta e vuole davvero non far altro che due chiacchiere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...