Mese: gennaio 2017

Atti casuali di Resistenza all’ordine domestico (degli altri)

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Buongiorno mon petit monde, mondo che soffoca. Non piove da troppi giorni, c’è un sole troppo bello per essere vero. Quest’ondata ininterrotta di beltempo freddo corrobora il mio terrore di essere in The Truman Show e che uno degli operatori si sia seduto innavveritamente sul tasto “sole per mesi”.

-E comunque ogni tanto, per non saper né leggere né scrivere, copro con un post-it la webcam frontale del mio computer;
diffido inoltre di chi mi parla in tono troppo entusiastico di qualche prodotto-

Ascessi di energie represse mi tormentano sull’istante, come piccoli geyser; ho la tipica nostalgia di mezz’inverno, di quando le feste sono finite e bisogna tornare alle sudate carte. Forse dovrei fare come il supermercato di via Murari Bra alle Golosine, che ha messo le luci di Natale nel 1999 definitivamente. Si limita a tenerle spente dal 6 gennaio al 20 di novembre.

Nel frattempo mi prudono le mani e quasi mai dormo il sonno dei giusti. Penso sia normale per tutti coloro che hanno fatto il conservatorio. Se studi in conservatorio la vita in sé diventa piuttosto illegittima: hai costantemente l’impressione che in quel momento dovresti studiare al posto di fare quello che stai facendo. Non è una bella eredità da portarsi dietro.

Più il senso del dovere tenta di attanagliarmi le viscere, più mi viene voglia di far dell’altro, tipo scrivere sul mio blog per i miei venticinque lettori.

Per contrastare questa temperie di spaesamento esistenziale derivante dall’inutilizzo delle energie che in epoche peistoriche provvedevano alla sopravvivenza della mia specie,
per contrastare tutto ciò,
sono ormai dedito a una nuova ed innocua forma di disobbedienza civile: sposto cose nelle case degli altri. Intervengo sui dettagli, modifico impercettibilmente l’ordine degli oggetti. Ad esempio, a ferragosto di due anni fa, a casa di una persona che fortunatamente vedo poco ho spostato un libro e l’ho appoggiato in orizzontale sopra gli altri. Tipo così:

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(foto dalla mia cameretta)

Beh ieri sera torno nella casa in cui avevo compiuto il sabotaggio… e attenzione, il libro è ancora lì, orizzontale, oserei dire morto. Da due anni secchi. Libro pregevole fra l’altro; proprio lì, intonso.

L’anno prossimo vi aggiorno, e, come scrivono le boy band veramente cool alla fine dei loro post, #staytuned.

Avevo fatto la stessa cosa in conservatorio, quando avevo ribaltato un orrendo posacenere di peltro in stile Napoleone III di fronte all’aula di solfeggio. Credo sia ancora là, sottosopra.

Concludendo, forse abbiamo davvero troppe cose nelle nostre abitazioni. Questo è il motivo per cui la Resistenza all’ordine domestico è un dovere civico.

Vi giuro che ho provato con reale impegno a leggere Il magico potere del riordino di Marie Kondo, quel libro che vendono persino al supermercato fra i best sellers di Sophie Kinsella e 50 sfum***re d* parmiggiana di melanzane.

Vabbè, camera mia è rimasta un macello comunque.

P.s.
Sabotate anche voi tutto quello che potete e documentatelo.