Mese: marzo 2018

Easter what you want* (*Christmas with the yours)

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Previo accorato suggerimento mi sono iscritto al programma carta-freccia e sono andato a Milano con un Freccia Rossa; era la prima volta nella mia vita che ne prendevo uno. Ci mette pochissimo. Quando al solito regionale compagno di sventure preferisci la Freccia vuol dire che la gioventù è agli sgoccioli.

-regionale compagno ma anche un po’ causa di sventure-

Gioventù addio e non oso immaginare il trauma di pagarmi per intero i biglietti per i musei nei prossimi giorni. A bordo del treno ero così a disagio che mi hanno dato acqua e snack (compresi nel prezzo) e io ho detto “NO NO GRAZIE LEI È MOLTO GENTILE MA SONO A POSTO”.
Insomma, ho tradito le mie radici proletarie e sono diventato un borghese nemico del popolo.

Stamattina sono partito per Parigi perché sono un amante dell’avventura e del cambiamento e non scelgo mai le stesse mete, no no proprio no. Nelle orecchie ho i primi abbacinanti accordi di “Chan chan”, dal Buena Vista Social Club che mi danno un piacere quasi fisico. Ho sentito di persone che studiavano con quest’album come sottodondo: ma come si fa a fare altro, oltre ad ascoltarlo?

Sono passato per Torino e Chambéry, stazioni che significavano tornare in Italia a Natale e tornare mestamente a Grenoble quando le feste erano finite. Mi sembra tutto lontanissimo e stranamente non sto provando la mia onnipresente nostalgia per tutto lo scibile umano. Faccio progressi, no?

Ieri in classe ho cercato di tracciare un parallelo fra Josef K. dal Processo di F. Kafka e Leopold Bloom dall’Ulysses di J. Joyce: sono uscito dall’aula insoddisfatto, con un altro mezzo milione di cose da dire nella testa. Anche perché, oggettivamente, non puoi davvero far lezione l’ultimo giorno prima delle vacanze. Per la cronaca, non ho mai letto integralmente l’Ulysses di Joyce e non ritengo necessario farlo.

Ho un mal di testa vigliacco, suppongo sia il modo che usa il mio encefalo per esigere sonno.

Ha del tutto ragione.