Da solo, al cinema.

"My opinion is I hate it"
“My opinion is I hate it”

Le persone che fanno le cose in solitudine ingenerano sempre un po’ di diffidenza negli altri. Non so se ciò sia dovuto a qualche paradigma sociale: l’immagine del successo spesso significa avere un numero esorbitante di contatti. Insomma, avete presente quelli super-fichi che conoscono il mondo?
Una sera mi sono ritrovato a mangiare una pizza da solo in centro, perché avevo un impegno più tardi e non avevo tempo di tornare a casa. Vi dirò, mi sono sentito un po’ osservato.
-o forse sono paranoico, non lo escludo-

Anyway, a proposito del sentirsi osservati, ieri è accaduto ciò che temevo da tempo e che sapevo essere inevitabile. Per il compleanno di un amico si sale all’Hype* e in mezzo alle luci stroboscopiche e al reggaeton più becero sento un “ODDIO SALVE PROF”.

*evento mondano collinare caratterizzato da musica da discoteca, alcolici e licenziosità.

Tornando alle cose fatte in solitudine, solo due volte sono andato al cinema con me e me medesimo: una volta a Grenoble perché proprio non trovavo nessuno di abbastanza radical chic da venire a vedere Conversation animée avec Noam Chomsky

…e questo giovedì sera perché a Operaforte, al cinema all’aperto davano Midnight in Paris. Quest’estate sublime e piovosa ha scoraggiato buona parte del pubblico, me compreso. Eppure, anche se c’era ancora qualche goccia nell’aria, mi sono concesso una deviazione per vedere se il film lo proiettavano comunque. Con mia somma gioia mi sono avvicinato e ho visto da distante il profilo di Parigi che domina le scene d’apertura. Ah giusto, perché per inciso Midnight in Paris lo conosco più o meno a memoria.

tumblr_minnht7kMt1qa1mkno1_500
-Non aprirò un capitolo sulla qualità della pellicola, sulla sua banalità, sul fatto che sia terribilmente commerciale e sdolcinato, sul fatto che sia un’ininterrotta pubblicità della Ville Lumière per turisti asiatici, sul fatto che non abbia alcuna rilevanza sociale, che non abbia questo grande spessore filosofico, che mostri una città che in sostanza non esiste, sul fatto che i film d’amore hanno rotto il cazzo, sul fatto che Woody Allen ormai è finito e altre cose da vero intellettuale cinefilo. Dirò solo che in alcuni momenti apprezzo decisamente Marcel Proust e Umberto Eco, in altri adoro i thriller-gialli dozzinali da edicola dell’aeroporto-

La pioggia era caduta copiosa sulle seggiole davanti allo schermo. Ho pagato il biglietto e in due due quattro avevo i jeans fradici. Ogni volte che partiva Bistro Fada e ogni volta che Marion Cotillard sorrideva, io sorridevo altrettanto e fortunatamente nel buio non mi vedeva nessuno. Gli sproloqui alquanto verosimili del personaggio Hemingway non mi lasciano mai indifferente, il personaggio caricaturale di Dalì mi ha fatto ridere, come di consueto. Saremo stati una ventina al massimo, spettatori fedelissimi.

Per ciò che Parigi rappresenta per me, per i ricordi a cui è legata quella città, devo ammettere che Midnight in Paris mi regala sempre qualche momento mistico. Chiudo citando Andrea Inglese, che nel suo Parigi è un desiderio scrive:

Parigi è questo sogno che mi sono fatto prima ancora di averci messo piede e quando della vita sapevo poco, ossia quando pensavo di sapere che cosa contasse o meno in una vita, che è un tipo di sapere di corta durata, molto florido tra i diciotto e i venticinque anni.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...