Comodità dannose.

close up photography of penguin on snow
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Tre cose che trovo assurde:

1- Se sei in salute, utilizzare la macchina in città per spostamenti entro i 10 km è PURA FOLLIA.
(Facciamo 5 per i meno allenati, ma vi garantisco che dopo un mese 10 km diventano un’inezia). Il freddo, dopo 5 minuti di pedalata, non lo senti più e anzi, ti pentirai del tuo maglione di lana.

2- Le persone cresciute in un modello di sviluppo economico diverso da quello che, spero, si sta profilando all’orizzonte, faranno una fatica immane a rinunciare alle piccole comodità che garantiscono i combustibili fossili o la plastica.
Dobbiamo combattere anche contro di loro per quanto riguarda le minute scelte quotidiane, perché a tutti piace l’acqua fresca frizzante a 50 cent ai distributori automatici, a tutti piace il riscaldamento a 23 gradi in dicembre e via dicendo. Quello che trovo intollerabile sono le persone della mia età che dicono “Anche se abbiamo la differenziata porta a porta buttiamo tutto insieme e portiamo in macchina l’immondizia nei cassonetti a Verona perché è troppo una rottura differenziare”.

Non c’è dubbio su un fatto: ciò che vince in questi tempi di rapidità, ansia, stress, burn-out lavorativi, reperibilità totale, sfida a chi presenta sui social l’immagine più bella di sé stesso (io compreso),
ciò che vince, dicevo, è la comodità. Il marketing su internet insegna che cliccare su un link per aprire una nuova scheda scheda è un’azione già di per sé troppo laboriosa, che farà scendere il numero di utenti che vedranno i contenuti della pagina. Sotto questo aspetto, in controtendenza rispetto alle leggi del mercato, dobbiamo tornare alla lentezza, smettere di impigrirci, trovare soluzioni alternative, anche se è normale aborrire la bicicletta quando piove.

Poi, mi rendo conto che l’economia remi contro le scelte ambientali: io per primo indosso e ho comprato abiti che di certo non hanno un buon pedigree a livello di sostenibilità. Per questo non trovo soluzioni, salvo cercare di riparare i capi che già possiedo o comunque di cercare di comprarne il meno possibile.

3- Vorrei concedermi una piccola gita fuori Italia che sia quanto più sostenibile possa essere: il prezzo del treno è improponibile rispetto a uno dei mezzi più inquinanti in assoluto: l’aereo. Anche a questo non trovo soluzione, salvo accorciare la distanza che voglio percorrere.

Basta deresponsabilizzazioni: le scelte individuali contano eccome.

PS
Sono felice che il Ministro dell’Istruzione abbia legittimato la partecipazione degli studenti alle manifestazioni ambientali di venerdì, chiedendo ai presidi di giustificarli.

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