Il resto l’ho sperperato


Bar Sport in Italia significa senza ombra di dubbio calcio.
Lo sport in Italia significa senza ombra di dubbio calcio.
Mi spiace per nuotatori, ciclisti, rugbisti, pallavolisti, tiratori di scherma, fuoriclasse del curling su ghiaccio: sarete sempre in secondo piano.
E la colpa non è vostra… ma dei gusti del pubblico.

Intendiamoci, c’è qualcosa di leggendario in undici uomini che si sfidano a pallone in edifici che nell’anima sono arene di antica memoria. Il boato di migliaia di persone che si sente al fischio d’inizio qualche brivido lo regala sempre, anzi, credo sia molto simile all’esplosione della folla quando una rockstar sale sul palco, imbraccia la fender e dice “Good evening everyone”.

Intrattenimento in Italia significa senza ombra di dubbio calcio.
C’è una massima che dice “Se non ti occupi della politica, la politica si occuperà di te”, come a ricordarci che interessarsi alla vita pubblica è un dovere civico.
Ecco, nel nostro paese a me sembra altrettanto vero che se non ti occupi del calcio, il calcio si occuperà di te, nel senso che se il pallone fra i pali non ti dice granché, pagherai lo scotto di una certa esclusione sociale.

Alle elementari, essere esclusi dal mercato delle figurine Panini, in effetti era un po’ triste.
Per non parlare poi dei compagni che venivano vestiti con la tuta in acetato (Dio perdoni gli anni ’90) con lo stemma sul petto della locale squadretta paesana.
Calcio fino a un certo livello, infatti, significa più che altro inzaccherarsi fino ai capelli la domenica mattina.

Insomma, calcio in Italia significa che può anche non fregartene di meno del pallone, eppure ricordi perfettamente dove stavi guardando la finale Italia-Francia del 2006, e a quale fidanzatina del liceo eri abbracciato. Patriottismo in Italia significa senza ombra di dubbio calcio.

In Italia ad esempio non puoi fare l’insegnante senza padroneggiare l’abc del campionato, perché a seconda dei risultati della domenica puoi prevedere con che facce si presenteranno a scuola gli alunni il lunedì;
poi, fatte due chiacchiere su quel rigore non dato e su quanto la squadra x meritasse davvero di vincere, allora puoi sperare di avere qualche minuto di attenzione (non di più, per carità).
Se le energie profuse nei raffinati calcoli del Fantacalcio fossero utilizzate per memorizzare la Divina Commedia… ma in fondo, va bene così.

Il mondo del pallone poi al Bar Sport ha delle regole non scritte fondamentali:
1- Occorre parteggiare per Messi o per Cristiano Ronaldo, non si può non prendere posizione; (attualizzazione della sfida Maradona-Pelé)
2- La Juve fa sempre schifo, a prescindere (ladri, Moggi e Calciopoli e via dicendo)
3- Un’inter come quella di Mourinho, non la rivedremo mai più
4- Ibrahimovic ha fatto un altro gol di rovesciata?

In conclusione, chi è il Pantani del calcio, idolo indiscusso che mette d’accordo tutti al Bar Sport? Beh, senza dubbio è George Best, il leggendario calciatore prodigio, finito male tra le spire dell’alcolismo, a cui si deve la frase “Ho speso gran parte dei miei soldi per alcool, donne e macchine veloci, il resto l’ho sperperato

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